L’intelligenza delle piante

Adesso prendiamoci una pausa da tutti i casini umani.
Esiste un mondo, che non sentiamo, ma che vediamo tutti i giorni. Un mondo che pensiamo non possa parlare, ascoltare o essere cosciente. Qualcosa che sottovalutiamo da sempre, ma che ci decora le case. Queste sono le piante, degli esseri viventi, che non abbiamo mai conosciuto, tanto meno capito nella loro complessità.
Una realtà che non riusciamo a percepire con i nostri cinque sensi diamo sempre per scontato che non esista.

Interessante è capire chi e in quanti abitiamo sulla Terra. Le piante sono ben l’85% di tutta la massa vivente di questo pianeta. Poi arrivano gli animali, con uno 0,3% e solo alla fine gli esseri umani. Uno scarso 0,06%.

Qui una domanda c’è da porsela: come ha fatto l’85% della vita sulla Terra a svilupparsi e sopravvivere per centinaia di milioni di anni senza poter essere coscienti di sé e di ciò che gli circonda?

Noi esseri umani non abbiamo mai avuto una grande considerazione delle piante. Nel 1510 fecero una classifica degli esseri viventi presenti sulla Terra.

Su questa tabella le piante le misero al penultimo posto. Prima delle pietre. Pertanto esistono e vivono. Nient’altro. All’apice, invece, si trova l’uomo studioso, che esiste, vive, sente ed è intelligente. Il massimo dell’evoluzione, a quanto pare.
Certo, questa tabella è antica, ma la nostra percezione sul mondo vegetale non è cambiata molto. Il problema è che di questa realtà non ne sappiamo fondamentalmente nulla, e quando non si conosce qualcosa, non si può nemmeno riconoscere la sua straordinarietà.
Iniziamo dal dire che se non ci fossero le piante, non esisterebbe la vita su questo pianeta. Se tutte le piante sparissero la Terra diventerebbe una grande palla di roccia, come Marte. Grazie a loro, invece, la terra è colorata di blu, bianco e verde.

Inoltre, l’ossigeno e il cibo che consumano animali e umani lo producono esclusivamente le piante. Perciò, senza le piante, nessun essere vivente potrebbe sopravvivere. Compreso ognuno di noi.

Ma perché non riusciamo a riconoscere questa importanza alle piante? A volte non ci accorgiamo nemmeno della loro presenza.
Se mostriamo queste immagini a delle persone e chiediamo cosa hanno visto…

…il 94% degli intervistati risponderanno una rana, un’ape e un colibrì. Pochissimi citeranno le piante presenti nelle foto (secondo l’esperimento del Prof. Mancuso). Anche nelle pitture rupestri, i disegni fatti dai preistorici, rappresentano animali e uomini, mai piante. E nella Bibbia? Quando Noè deve salvare gli esseri viventi dall’alluvione, nell’arca mette solo coppie di animali. Peccato che senza piante nessuno potrebbe sopravvivere sulla Terra.  

Questa mancanza di attenzione rispetto alle piante ha un motivo ben preciso e si chiama “plant blindness”. Attraverso gli occhi entrano nel nostro cervello 1,5 GB di informazioni al secondo, ma il nostro cervello ne può elaborare solo 300 MB, quindi prende le informazioni che non ritiene importanti e le “butta”.
Quando dovevamo difenderci dai predatori era più importante porre attenzione su un animale o un altro uomo, non su una pianta, pacifica e non pericolosa. Così abbiamo imparato a non tenerne conto, e nel tempo dato per scontato che le piante siano un qualcosa di inferiore, solo perché non si muovono come noi o non assomigliano a noi.
Eppure è l’essere vivente che tiene tutti quanti in vita sulla Terra.

Visto che gli umani tendono a comprendere solo ciò che assomiglia a loro, sarebbe utile fare un resoconto di ciò che accomuna e differenzia le piante dagli animali/esseri umani. Lo 0,06% del pianeta è veramente più intelligente del restante 85%?

Serve una precisazione: per poter scrivere questo articolo e immergermi in un mondo che fino adesso potevo solo immaginare, un mondo più affascinante di quello che vediamo con gli occhi, mi è stato di aiuto un professore di neurobiologia, Stefano Mancuso, che attraverso i suoi studi ci ha mostrato una realtà che avevamo sempre rifiutato di vedere.
Vi consiglio di guardare anche i video postati qui sotto, perché lui le piante le spiega meglio di me.  

La differenza più grande: noi ci spostiamo, le piante sono radicate nella terra

Perché le piante e gli animali/umani sono così differenti? Loro non possono scappare come noi, quindi hanno dovuto sviluppare degli stratagemmi per risolvere dei problemi simili ai nostri, ma rimanendo sul posto. Questa è la differenza basilare che divide il mondo animale da quello vegetale. Mentre le piante devono affrontare i problemi perché non si possono spostare, noi che ci possiamo muovere, li aggiriamo. Semplici differenze strategiche.

Il corpo delle piante

Noi esseri umani o animali siamo individui, che vuol dire “non divisibili”. Tutto deve essere attaccato al corpo, se no moriamo.
Una pianta no. Le puoi asportare il 90% del corpo e lei continuerà a vivere. La puoi anche sminuzzare in mille pezzi ma lei potrà ancora respirare.

Gli umani e animali hanno un corpo con dentro degli organi, ognuno con una funzione vitale ben specifica, così che quando si spostano li possono portare con sé.
Ma immaginate se un corpo radicato nella terra avesse dei singoli organi. Gli organi sono dei punti deboli capaci di mettere in crisi l’intero “sistema corpo”. Un piccolo buco fatto da un bruco ucciderebbe un’intera pianta. Motivo per il quale non hanno organi, ma questo non vuol dire che manchino sensi e funzioni vitali.
Le piante hanno sviluppato un altro tipo di sistema. Dei “recettori” che si trovano in tutto il corpo, capaci di interagire contemporaneamente tra loro: le piante vedono, sentono, respirano e ragionano con tutto il corpo.
Se sono sopravvissute per milioni di anni in maggioranza, si può dire che questo loro sistema funziona molto bene.

Il movimento delle piante

L’occhio umano non riesce a percepire il movimento delle piante. Non hanno bisogno di muoversi velocemente come noi, quindi non riusciamo a captare i loro singoli movimenti. Per fortuna la cinematografia ha riempito questa nostra mancanza con il Timelapse che ci ha permesso di osservare i movimenti delle piante. Questi sono i video che lo dimostrano

Dal min 41:48

Le piante non solo si muovono, ma lo fanno con coscienza.

Le piante non hanno occhi, ma hanno coscienza di sé e di cosa hanno intorno. Se si mette un supporto affianco ad una pianta di fagiolo, questa inizierà ad oscillare per percepire cosa ha intorno. Farà un uncino con le sue foglie e ci si aggrapperà, ma solo se nessun’altra pianta è arrivata prima di lei.
L’esperimento qui sotto ve lo dimostra molto chiaramente.

Le piante dormono e sono sensibili ai nostri stessi anestetici https://scienze.fanpage.it/cosa-succede-se-mettiamo-l-anestetico-nelle-piante/

Le piante riescono a difendersi senza scappare

Le piante hanno mille strategie per proteggersi dai predatori. Se un bruco inizia a mangiare le sue foglie, la pianta emette degli odori, che attireranno il nemico dell’insetto che la sta mangiando. Quando si dice “il nemico del mio nemico è mio amico”.
Clicca sul terzo video del seguente link:
https://www.lifegate.it/persone/news/plant-revolution-stefano-mancuso

Le piante sentono

Gli esseri umani possono ascoltare della buona musica, o un bel discorso. Le piante, contrariamente, riescono a sentire qualcosa che gli esseri umani non possono, per esempio i parametri fisici e chimici dell’ambiente: loro riescono a sentire la gravità, la luce, l’umidità, i campi elettrici, i campi magnetici, il PH, la salinità, l’acqua. Ciò gli permette di capire cosa gli sta succedendo intorno, senza aver bisogno di organi come noi. I parametri sono percepiti contemporaneamente da ogni singolo apparato radicale.

Dal min 45:40
Dal min 15:16

Cure parentali

Sono quei comportamenti che il genitore assume verso il figlio per farlo sopravvivere quando ancora non è autosufficiente. Come una mamma leonessa che insegna al piccolo a cacciare. Anche il mondo vegetale assume questi insiemi di comportamenti.
Le piante prendono la luce e la trasformano in energia chimica, che le servirà per sopravvivere. Ma come fa una piantina in una foresta buia a vivere senza riuscire a raggiungere la luce, perché ancora troppo piccola? Tutte le piante “parenti” che ha intorno gli forniranno il necessario per sopravvivere attraverso le radici. Come quando una mamma allatta il proprio piccolo.

dal min 26:44

Le piante hanno neuroni?

Le piante non hanno neuroni. Eppure le cellule epidermiche delle piante, proprio come i neuroni, sono in grado di produrre e trasmettere segnali elettrici. Cellule che sono sparse in tutto il corpo.

Da 1:06:14

Le piante ci danno la vita, ci fanno sopravvivere e ci rendono più felici

Dopo numerosi studi si è scoperto che nei quartieri delle città c’è una diretta relazione tra quantità di verde e ordine pubblico: meno verde è presente, più aumentano i reati contro la persona, i problemi di salute mentale e i suicidi. Altri studi hanno misurato i parametri di stress mentre si guida: nel momento in cui si entra in un viale alberato tutti i parametri di stress si abbassano, la gente si calma, guidano più lentamente e gli incidenti diminuiscono.

Dal min 57:21


Per fare un epilogo, possiamo definire le piante intelligenti perché hanno la capacità di riconoscere e risolvere problemi, e coscienti perché hanno cognizione di sé e di ciò che le circonda. Le piante sono la prova che non necessariamente si ha bisogno di neuroni per avere un’intelligenza, svolgere calcoli e avere comportamenti.
Non dimentichiamoci mai che l’arroganza è il primo assassino dell’intelligenza.

Un grande uomo disse “vediamo quello che sappiamo, quello che non conosciamo lo ignoriamo”.
Siate meno sicuri delle vostre convinzioni.


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FONTI

Cercate Stefano Mancuso nel motore di ricerca.

https://www.nationalgeographic.com/science/phenomena/2016/02/19/the-sneaky-life-of-the-worlds-most-mysterious-plant/

https://www.lifegate.it/persone/news/plant-revolution-stefano-mancuso

https://scienze.fanpage.it/cosa-succede-se-mettiamo-l-anestetico-nelle-piante/


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